Caldaia

  • Che cos'è una caldaia e com'è fatta?

    La caldaia trasforma l’energia di alcuni combustibili in calore per scaldare l’acqua a una temperatura variabile tra 50°C e 90°C, a seconda delle esigenze dell’utenza domestica (riscaldamento ed acqua calda per usi igienico-sanitari).
    Generalmente la caldaia è composta da:
    - un bruciatore, che miscela l’aria (detta anche comburente) con il combustibile (gas naturale, GPL, ecc.) per alimentare la camera di combustione detta anche focolare;
    - una camera di combustione, nella quale vengono prodotti i gas caldi che, passando attraverso una serie di tubi, riscaldano l’acqua dell’impianto;
    - un involucro di materiale isolante protetto da una lamiera (mantello isolante).
    L’energia contenuta nel combustibile viene per la maggior parte trasferita all’acqua (fluido termovettore) ed in piccola parte dispersa verso l’esterno dal corpo stesso della caldaia (attraverso il mantello isolante) e soprattutto dai fumi che fuoriescono, ancora caldi, dal camino.

  • Cos'è la classe di efficienza energetica delle caldaie?

    - L’efficienza di una caldaia è quantificata tramite il rendimento, ovvero la percentuale dell’energia, derivante dalla combustione, trasferita all’acqua che entra nel sistema di distribuzione. Una caldaia tradizionale ha un rendimento dell’85%: ciò significa che il 15% dell’energia contenuta nel combustibile è dispersa attraverso il mantello e soprattutto nei fumi.
    - Il rendimento di una caldaia incide notevolmente sui costi: infatti a parità di calore necessario per riscaldare i locali di un edificio, maggiore è il rendimento della caldaia, maggiore è il risparmio di combustibile e quindi maggiore è il risparmio economico.
    - Le caldaie sono classificate secondo la loro efficienza energetica calcolata sulla potenza nominale (classificazione definita nel Decreto del Presidente della Repubblica del 15 novembre 1996, n. 660), in quattro classi di rendimento, da 1 a 4 stelle.
    - Le caldaie a 4 stelle hanno i più alti rendimenti di combustione, sia operando alla potenza nominale, sia al 30% della stessa. In altri termini, permettono il più elevato risparmio energetico realizzabile. I più comuni apparecchi a 4 stelle oggi disponibili sul mercato sono le caldaie a premiscelazione e le caldaie a condensazione.
    - L’installazione di una caldaia ad alto rendimento richiede certamente un maggior investimento iniziale che tuttavia, come verrà mostrato in seguito, è caratterizzato da interessanti tempi di ritorno.

  • Efficienza energetica di una caldaia tradizionale

    Le caldaie tradizionali utilizzano combustibili fossili (gasolio, GPL o gas metano) e, come si è visto, hanno un’efficienza energetica dell’85%.
    Tale efficienza energetica decade in maniera significativa nei periodi meno freddi, quando le caldaie tradizionali non funzionano nelle condizioni nominali (valore della potenza di targa), con conseguente aumento del consumo di combustibile.

  • Vantaggi di una caldaia ad alta efficienza

    Le caldaie a premiscelazione:

    - Le caldaie a premiscelazione sono dotate di un particolare bruciatore in cui la combustione avviene, nella gran parte dei casi, in condizioni ottimali, grazie ad un corretto bilanciamento fra il combustibile e l’aria.
    - In questo modo il rendimento si mantiene generalmente al di sopra del 90% per qualsiasi valore di potenza di funzionamento, anche nei periodi non particolarmente freddi e cioè quando la potenza necessaria è minore di quella nominale.
    - La tecnologia a premiscelazione, garantendo rendimenti elevati, assicura un risparmio superiore al 10% rispetto a una caldaia tradizionale, con conseguente riduzione di emissioni di sostanze inquinanti e maggior risparmio economico.


    Le caldaie a condensazione:
    - Le caldaie a condensazione sono attualmente gli apparecchi che utilizzano la tecnologia più avanzata e con i migliori rendimenti. La tecnologia utilizzata permette di recuperare parte del calore contenuto nei fumi, consentendo un migliore sfruttamento del combustibile. Nella caldaia tradizionale i gas combusti vengono normalmente espulsi ad una temperatura di circa 110°C. Invece, nella caldaia a condensazione, i gas combusti prima di essere espulsi all’esterno sono convogliati in uno speciale scambiatore all’interno del quale il vapore acqueo condensa, cedendo parte del calore (detto calore latente di condensazione) all’acqua. In questo modo i fumi vengono espulsi ad una temperatura di soli 40°C circa.
    - La caldaia a condensazione quindi, a parità di energia fornita, consuma meno combustibile rispetto ad una di tipo tradizionale: la quota di energia recuperabile tramite la condensazione dei fumi è nella gran parte dei casi superiore al 10%.
    - Le caldaie a condensazione si prestano meglio ad operare con impianti che funzionano a bassa temperatura (30°-50°C), come ad esempio con impianti a pannelli radianti o con impianti a radiatori se abbinati a valvole termostatiche.

  • Incentivi e strumenti finanziari

    • La riqualificazione di impianti di climatizzazione invernale, secondo le modalità previste è incentivata dalla legge Finanziaria 2008 tramite il riconoscimento di detrazioni d’imposta dei costi (IRPEF o IRES) fino a un massimo di 30.000 €, corrispondente ad una spesa massima di 54.545,45 €.
    • Condizione per usufruire della detrazione è il rispetto di requisiti tecnici, tra cui in particolare quelli relativi all’installazione di valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o altra regolazione di tipo modulante agente sulla portata) su tutti i corpi scaldanti, ad esclusione degli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie dell’acqua inferiori a 45 °C (art. 9, DM 19 febbraio 2007)

    • Le spese detraibili comprendono:
    - smontaggio e dismissione, parziale o totale, dell’impianto di climatizzazione invernale esistente
    - fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche necessarie
    - opere idrauliche e murarie necessarie per sostituire a regola d’arte impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione
    - eventuali interventi sui sistemi di supporto (rete di distribuzione, sistemi di trattamento dell’acqua, dispositivi di controllo e regolazione, sistemi di emissione)
    - prestazioni professionali necessarie comprensive della redazione dell’attestato di certificazione energetica, ovvero, di qualificazione energetica.
    • Si applica l’aliquota IVA ridotta al 10%, riconosciuta sino al 2010 dalla Finanziaria 2008 alla fatturazione di interventi di recupero del patrimonio edilizio realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata.
    • La Regione Piemonte ha attivato, a partire dal 1 Marzo 2007, un bando “a sportello” per il sostegno delle attività di riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Il bando consente, nel caso di persone fisiche, condomini e microimprese, di ottenere finanziamenti a “tasso 0” fi no a 100.000 € da restituire in 5 anni e l’applicazione, per la quota eccedente i 100.000 €, di tassi agevolati particolarmente contenuti, mentre per le imprese non microimprese sono esclusivamente previsti fi nanziamenti a tasso agevolato. Ulteriori informazioni sono reperibili alla pagina http://www.regione.piemonte.it/ambiente/aria/home.htm.

  • Esempi di investimento

    Stimare il risparmio prodotto dalla sostituzione di una caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione non è semplice, poiché tale risparmio si stima considerando molteplici fattori: le caratteristiche dell’edificio, quelle del sistema di produzione e distribuzione del calore e del sistema di regolazione della temperatura in ambiente.


    Abiti in una villetta unifamiliare?
    Consideriamo la seguente situazione:
    • abitazione con superficie riscaldata di circa 100 m2;
    • edificio mediamente coibentato (anni ’90);
    • caldaia di tipo tradizionale esistente da 15 anni;
    • riscaldamento a radiatori;
    • fabbisogno energetico in uscita dalla caldaia (per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria) stimato complessivamente in circa 18.000 kWh/anno, pari ad un consumo di combustibile (al contatore) di circa 2.200 m3 di gas naturale (circa 1.600 €/anno);
    • costo verifiche e manutenzione annua: circa 100 €/anno;

    • il costo complessivo della sostituzione della caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione, incluse le opere di sostituzione delle canne fumarie e di adeguamento dell’impianto, dell’installazione delle valvole termostatiche, della progettazione intervento e relativa certifi cazione energetica, è valutato in circa 4.000 € (IVA inclusa);
    • la detrazione IRPEF del 55% permette di recuperare, sulla base della spesa complessiva di 4.000 €, una somma pari a 2.200 €, ripartita nelle dichiarazioni dei redditi degli anni successivi all’intervento;
    • alla quota residua di 1.800 € si devono sottrarre i benefici derivanti dal minor consumo di combustibile, stimati in risparmi di circa 300 €/anno (pari a circa il 19% del valore della bolletta);
    • si può calcolare quindi che l’investimento è recuperabile nell’arco di 6 anni al netto degli oneri fi nanziari: un tempo nettamente inferiore alla vita utile della caldaia (15/20 anni);
    • si può ottenere un risparmio annuo di gas naturale pari a circa 420 m3 ed una riduzione di emissioni di CO2 pari a 0,8 tonnellate/anno.

    Abiti in un condominio?
    Consideriamo la seguente situazione:
    • complesso condominiale da 36 alloggi;
    • abitazione media del singolo alloggio con superficie riscaldata di circa 80 m2;
    • edifici mediamente coibentati (anni ’90);
    • caldaia di tipo tradizionale esistente da 15 anni, con potenza complessiva di circa 350 kW;
    • riscaldamento a radiatori;
    • fabbisogno energetico stimato in uscita dalla caldaia (per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria dell’intero complesso condominiale), di circa 345.000 kWh/anno (nella stagione invernale), equivalente ad un consumo di combustibile (a monte della caldaia) di circa 42.400 m3 di gas naturale (circa 30.000 €/anno);
    • costo verifiche e manutenzione programmata (incluso “Terzo Responsabile” ai sensi del DPR 412/93 s.m.i.): circa 2.000 €/anno;
    • il costo complessivo della sostituzione della caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione, incluse le opere di sostituzione delle canne fumarie e di adeguamento dell’impianto, dell’installazione delle valvole termostatiche (mediamente 3 per ogni alloggio), della progettazione dell’intervento e relativa certificazione energetica, è valutato in circa 40.000 € (IVA inclusa);
    • tale investimento va ripartito tra i condomini in funzione dei relativi millesimi di proprietà ed ogni condomino, in relazione alla propria quota, potrà usufruire della detrazione IRPEF del 55%;

    • avendo stimato in circa 40.000 € il costo complessivo dell’intervento, ed applicando la detrazione IRPEF del 55%, la spesa residua su cui calcolare il ritorno dell’investimento è pari a 18.000 €. La differenza di 22.000 € sarà infatti recuperata, ripartita come detto, nelle dichiarazioni dei redditi di ogni condomino;
    • la somma di 18.000 € verrà infi ne ammortizzata con i risparmi derivanti dal minor consumo di combustibile, valutati complessivamente in circa 4.500 €/anno (circa il 15% del valore della “bolletta condominiale”);
    • l’investimento è recuperabile nell’arco di 4 anni, al netto degli oneri finanziari: un tempo nettamente inferiore alla vita utile della caldaia (15/20 anni);
    • si può ottenere un risparmio annuo di gas naturale pari a circa 6.350 m3 ed una riduzione di emissioni di CO2 pari a 12,3 tonnellate/anno.

  • Procedura per sostituire la caldaia

    L’intervento di sostituzione di una caldaia tradizionale con una caldaia ad alto rendimento o a condensazione può avvenire secondo le seguenti fasi:
    • verifica preliminare di fattibilità attraverso sopralluogo, definizione di un progetto preliminare e presentazione di un preventivo economico ad opera di un tecnico iscritto all’albo professionale o di una ditta installatrice specializzata;
    • verifica degli strumenti e delle forme di finanziamento dell’investimento offerti da istituti di credito, anche attraverso il coinvolgimento di imprese installatrici o società di servizi energetici (ESCO);
    • nel caso, verifica del consenso e adozione della decisione nell’ambito del condominio;
    • presentazione di dichiarazione di inizio attività (DIA) al Comune territorialmente competente;
    • presentazione, se richiesto dalle caratteristiche dell’impianto, della richiesta del certificato di prevenzione incendi (CPI) al comando provinciale dei vigili del fuoco;
    • esecuzione dei lavori di realizzazione dell’impianto;
    • a lavori ultimati la ditta deve obbligatoriamente rilasciare al proprietario o all’amministratore di condominio una dichiarazione di conformità dell’impianto (art. 9, L.46/90 “Norme sulla sicurezza degli impianti”);
    • presentazione della dichiarazione di fi ne lavori al Comune.

  • Attenzione a...

    Lo Stralcio di Piano per il riscaldamento ambientale e il condizionamento, allegato al piano regionale per la qualità dell’aria (consultabile alla pagina web http://www.regione.piemonte.it/ambiente/energia/home.htm) prevede che:
    • in caso di installazione di un generatore di calore sia in edificinuovi sia esistenti è necessario che il generatore di calore rispetti requisiti prestazionali corrispondenti alla classe “4 stelle” (DPR 660/1996) e determinati valori limite di emissione di ossidi di azoto (NOx) e di particolato fine (PM10);
    • in caso di ristrutturazione o installazione dell’impianto termico in un edificio esistente, si deve prevedere l’applicazione della contabilizzazione e termoregolazione per singola unità abitativa con le seguenti modalità: per costruzioni autorizzate dopo il 18.07.91 obbligo entro il 01.09.2009; per edifici la cui costruzione è stata autorizzata prima del 18.07.91, obbligo, ove tecnicamente possibile, entro il 01.09.2012. La strumentazione installata per la contabilizzazione del calore dovrà essere in grado di assicurare un errore < ± 5% (con riferimento alle norme UNI EN 1434 e UNI EN 834);
    • in caso di ristrutturazione o installazione di impianto termico in un edificio esistente, o di semplice sostituzione del generatore qualora la volumetria riscaldata sia superiore a 1.500 m3, si deve effettuare la verifica di conformità delle prestazioni energetiche dell’edificio in funzione dell’anno di costruzione, e l’individuazione degli interventi necessari a garantirla;
    • entro il 01.09.2009 è fatto obbligo di provvedere all’idonea coibentazione delle tubazioni dell’impianto termico che risultino essere facilmente accessibili e/o ispezionabili, fatto salvo per quelle che attraversano locali riscaldati, in linea con le vigenti norme.

    Ulteriori info:

    - http://www.agenziaentrate.gov.it, di cui si segnala la sezione Documentazione dalla quale si può accedere a Guide Fiscali e Circolari e risoluzioni;
    - http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/, sito dedicato all’efficienza energetica e, in particolare, agli incentivi previsti dalle ultime leggi Finanziarie.

  • Speciale: caldaia a pellet

    Cos’è il pellet?
    Il pellet è un combustibile ricavato da segatura compressa e scarti della lavorazione del legno, essiccati e pressati in modo da attenere tronchetti legnosi di forma cilindrica di lunghezza da 1 a 2 centimetri e diametro da 6 a 12 millimetri. La forte compressione e la capacità legante della legnina contenuta naturalmente nel legno consentono di ottenere un materiale compatto senza aggiunta di collanti, facilmente trasportabile e normalmente commercializzato in sacchetti (peso medio 15 kg).


    I vantaggi del pellet:
    I combustibili legnosi come il pellet sono fonti di energia rinnovabile, perché la quantità di anidride carbonica (CO2) emessa nella loro combustione è azzerata dalla quantità assorbita nel processo naturale di accrescimento delle piante da cui sono stati ricavati. Il pellet inoltre ha il particolare vantaggio di bruciare completamente con basso contenuto di ceneri, utilizzabili, peraltro, come fertilizzanti per il giardino.


    Le caldaie a pellet:
    Un impianto tipo alimentato a pellet è costituito da:
    • caldaia con bruciatore a fi amma inversa o rovescia;
    • accumulatore termico;
    • boiler o preparatore per acqua calda sanitaria;
    • centralina di controllo.
    Le attuali caldaie sono dotate di sistemi per l’accensione automatica, di segnalazione a distanza di eventuali malfunzionamenti, di dispositivi per la regolazione automatica, per la rimozione delle ceneri e per la pulizia degli scambiatori di calore.
    Nella caldaia con bruciatore a fiamma inversa la camera di combustione è situata sotto il vano nel quale viene caricato il combustibile legnoso (vano di carico). La fiamma inversa consente di ottenere una combustione progressiva del pellet, che non prende fuoco nel vano di carico (serbatoio), ma brucia solamente quando giunge in prossimità della griglia.